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	<title>lettere Archives - MizarArt</title>
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	<description>Galleria Arte Online Roma</description>
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	<title>lettere Archives - MizarArt</title>
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	<item>
		<title>Lettera da Carlo Carrà a Libero De Libero</title>
		<link>https://www.mizarart.com/prodotto/lettera-da-carlo-carra-a-libero-de-libero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin Mizar]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2019 09:35:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Bella lettera del 1937 indirizzata a Libero De Libero.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Lettera da Carlo Carrà a Libero De Libero &#8211; <em>Autografi e manoscritti</em></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lettera autografa firmata da Carlo Carrà indirizzata a Libero de Libero.</p>
<p>Datata: 30 maggio 1937. Perfetto stato.</p>
<p>Misure: 22.9 x 14.1 cm</p>
<p>Lettera autografa firmata da Carlo Carrà indirizzata a Libero de Libero. Milano, 30 maggio 1937. Una pagina (22,9 x 14,1 cm) sulla carta intestata “L’Ambrosiano &#8211; Giornale quotidiano &#8211; Via L. Settala n. 22 &#8211; Milano (118) &#8211; Redazione ”con striscione di giornale e filigrana“ Extra Strong ”sul margine sinistro. In italiano. Condizioni perfette.</p>
<p>L&#8217;artista informa Libero de Libero (che era l&#8217;intermediario della contessa Pecci-Blunt) di aver ricevuto una lettera dalla &#8220;Contessa&#8221; che accetta di organizzare una mostra alla The Comet Art Gallery di New York. La lettera è scritta sulla carta da lettere intestata di Ambrosiano. A cura di Giulio Benedetti, il giornale era sempre aperto all&#8217;innovazione e tra i suoi collaboratori di spicco c&#8217;erano Guido Piovene, Alfonso Gatto, Elio Vittorini, Camilla Cederna e Salvatore Quasimodo. Carlo Carrà era il critico d&#8217;arte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LEGENDA ABBREVIAZIONI:</p>
<ul>
<li>L.A.S lettera autografa firmata</li>
</ul>
<p>Reference:</p>
<p>G. DORFLES, A. VETTESE, Il Novecento, Atlas, Milano, 2006, pp. 144,145.</p>
<p>http://www.arte.rai.it/articoli/carlo-carr%C3%A0-giovani-pittori-vi-do-unconsiglio/20353/default.aspx</p>
<p>http://www.corriere.it/foto-gallery/la-lettura/percorsi/16_settembre_24/carlo-carra-mostra-forte-dei-marmi-a562b2b6-8274-11e6-8b8a-358967193929.shtml</p>
<p>http://news-art.it/news/carlo-carra-1881-1966&#8211;a-cura-di-m-c&#8211;bandera&#8211;copia.htm</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lettera da Giorgio Morandi alla Contessa Pecci Blunt</title>
		<link>https://www.mizarart.com/prodotto/lettera-giorgio-morandi-alla-contessa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin Mizar]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 11:14:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Importante lettera scritta nel 1934 dall'Artista Giorgio Morandi alla Contessa Pecci Blunt.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Lettera da Giorgio Morandi alla Contessa Pecci Blunt</h3>
<p><em>Lettera Morandi &#8211; Pecci Blunt:</em> bel documento scritto nel 1934 dall&#8217;Artista Morandi alla Contessa Pecci Blunt.</p>
<p>L.A.S. indirizzata alla Contessa Pecci Blunt.</p>
<p>Datata Bologna 12 marzo 1939. 1 p. . Perfetto stato</p>
<p>Misure: 18 x 27 cm</p>
<p>Irremovibile da Via Fondazza a Bologna, morbosamente attaccato alla madre e alle tre sorelle ed estraneo a qualsiasi mondanità, nella sua casa-studio Morandi non cerca arditezze, sperimentazioni o temi nuovi.</p>
<p>É in silenziosa contemplazione, e con il suo sguardo metodico cattura ogni sfumatura e guizzo di luce delle sue nature morte. É una pittura sobria, ma non modesta, i cui soggetti, bottiglie, ceste, oliere e fiori raggiungono altissimi livelli di poeticità pacata e austera, senza fronzoli, con gli stessi intervalli di ocre. Sempre uguale a se stesso, ma sempre diverso.</p>
<p>Nell’anno in cui vince il secondo premio di pittura alla Quadriennale di Roma, vuole dedicare un “piacevole acquerello” per un album di famiglia della Contessa Pecci Blunt: ecco come, anche quando sembra essere uscito dal suo nido, è sempre inevitabilmente li.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LEGENDA ABBREVIAZIONI:</p>
<ul>
<li>L.A.S lettera autografa firmata</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Corrispondenza Morandi &#8211; De Libero</title>
		<link>https://www.mizarart.com/prodotto/corrispondenza-morandi-de-libero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin Mizar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2017 19:24:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Interessante carteggio del 1937 tra il noto artista Giorgio Morandi e il poeta Libero De Libero.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Corrispondenza Morandi &#8211; De Libero</h3>
<p><em>Corrispondenza Morandi &#8211; De Libero</em>: Interessante carteggio di due lettere del 1937 indirizzate da <strong>Giorgio Morandi</strong> al poeta <strong>Libero De Libero</strong>.</p>
<p>Lotto comprendente 2 lettere autografe.</p>
<p>L.A.S. Bologna, 7 ottobre 1937. (20&#215;26.5cm). Perfetto stato.</p>
<p>L.A.S. Bologna, 21 settembre 1937. (20x26cm). Con busta da lettera con timbro. (15x10cm). Perfetto stato.</p>
<p>Chi lo odiava o lo derideva lo chiamava “il pittore delle bottiglie”, invece chi lo amava chiamava la sua pittura “delicatissima e di pazientissimo studio”.</p>
<p>Le nature morte di Morandi non sono sentite come un mero genere pittorico, troppo spesso condannato all&#8217;inconsistenza decorativa. In questi oggetti del quotidiano c’è una viva e attenta ricerca sulla relazione tra le forme, una palestra di equilibrio e misura. Per non essere distratto dai temi figurativi infatti, rappresentò sempre gli stessi soggetti, depurandoli da ogni elemento decorativo.  Esaminò il rapporto figura-sfondo e studiò gli aspetti percettivi di ogni minimo spostamento sia cromatico che spaziale, non solo facendo sua, ma superando la lezione di Mont Saint-Victorie di Cézanne.</p>
<p>La sua era una ossessione concettuale: voleva trovare un modo per ritrarre le cose così come tendono a strutturarsi sulla retina in termini geometrici.</p>
<p>In Morandi la natura morta acquista altri significati. Attraverso i colli delle sue bottiglie e le pareti metafisiche delle sue cucine, chi guarda l&#8217;opera riesce ad entrare direttamente nell&#8217;animo del pittore. C’è chi si azzarda a dire che i suoi sono autoritratti, o “teatrini famigliari” (le brocche, i bicchieri e le stoviglie recitano le parti di membri di una famiglia). L&#8217;inconsistenza delle forme, l&#8217;assenza di materia e di peso degli oggetti, sono gli occhi trasparenti dell&#8217;artista che descrive il mondo per parlare della sua interiorità. È questa la vertigine che si prova di fronte alle sue opere. E allora la natura morta non è più un sottogenere, come nel Settecento, né un genere decorativo per abbellire le case dei nobili. La natura morta con Morandi è la pittura stessa. Il mezzo più diretto ed eloquente per descrivere i propri stati d&#8217;animo a chi osserva i suoi dipinti.</p>
<p>Libero De Libero, lo aveva capito, per lo meno intuito e per questo era interessato all’acquisto di disegni di Morandi e attorno alla scelta e all’acquisto dell’opera ruotano queste due lettere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LEGENDA ABBREVIAZIONI:</p>
<ul>
<li>L.A.S &#8211; lettera autografa firmata</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Lettera a Mino Maccari dalla rivista &#8220;Oggi&#8221;</title>
		<link>https://www.mizarart.com/prodotto/lettera-a-mino-maccari-dalla-rivista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin Mizar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2017 19:19:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Interessante lettera scritta da Sandro Volta, capo redattore del settimanale "Oggi",  indirizzata a Mino Maccari.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Lettera a Mino Maccari dalla rivista &#8220;Oggi&#8221;</h3>
<p><em>Lettera a Mino Maccari</em>: Interessante lettera scritta da Sandro Volta, capo redattore del settimanale &#8220;Oggi&#8221;, indirizzata a <strong>Mino Maccari.</strong></p>
<p>Lettera datata Roma, 27 aprile XVII. 1p.</p>
<p>Misure: 21 x 29 cm</p>
<p>Scritta su carta intestata de “Oggi. Direzione e redazione”. Perfetto stato.</p>
<p>Richiesta di collaborazione per la nuova testata.</p>
<p>Posti i sigilli all’Omnibus di Leo Longanesi, perché era una rivista non allineata al regime, l’editore Angelo Rizzoli escogita la maniera per non disperdere l’intelligenza e il patrimonio di professionalità che aveva fatto della testata un modo nuovo di fare giornalismo.</p>
<p>Fondò un nuovo giornale che guardava alla cronaca, letteratura e storia, ossia l’ “Oggi”, con il formato e l’impostazione dell’Omnibus, alla cui direzione c’erano due nuove leve: Arrigo Benedetti e Mario Pannunzio, che diventerà la coppia più celebrata del giornalismo italiano.</p>
<p>Il 3 giugno 1939 uscì il primo numero di Oggi, un giornale che lancerà giovani scrittori che raggiungeranno fama internazionale come Elio Vittorini, Tommaso Landolfi, Ennio Flaiano, Elsa Morante.</p>
<p>Sandro Volta, che si era formato alla scuola di Longanesi, noto per i suoi reportage da Parigi e non solo, per la sua collezione di arte africana e ormai firma riconosciuta, in quanto sinonimo di stile, chiede con una lettera a Mino Maccari, suo ex –collega al “Selvaggio”, di collaborare alla rivista nascente con i suoi taglienti disegni satirici di attualità politica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lettera indirizzata a Mino Maccari, firmata Benedetti</title>
		<link>https://www.mizarart.com/prodotto/lettera-indirizzata-mino-maccari-firmata-benedetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin Mizar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2017 19:18:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Interessante documento che testimonia la corrispondenza tra Mino Maccari e il giornalista e scrittore Arrigo Benedetti.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Lettera indirizzata a Mino Maccari, firmata Benedetti</h3>
<p>Bel documento che testimonia la corrispondenza tra il pittore Mino Maccari e il giornalista e scrittore Arrigo Benedetti.</p>
<p>L.T.S. indirizzata a <strong>Mino Maccari</strong>, firmata<strong> Arrigo Benedetti</strong>. Fagnano, 12 novembre 1934. 1p. con correzioni e sviluppi.</p>
<p>“I soliti appunti. Illusi o cortigiani”</p>
<p>Interessante lettera che descrive il ruolo e la titubanza dell’uomo di cultura durante il ventennio fascista, quando la linea dittatoriale di Mussolini diventa intransigente e la libertà di pensiero e di stampa è gravemente in crisi.</p>
<p>“Ho poche idee, ma confuse” Ennio Flaiano fa dire a Mino Maccari nel “Diario Notturno”.</p>
<p>“Tu sei un vecchio sincero fascista, ma credo che molti dubitino della tua sincerità e nobiltà”, confessa Benedetti in questa lettera a Maccari, e continua: “Il momento è triste, si rischia di passare per illusi se si dicono le proprie opinioni, o per cortigiani, appena si mentovi la parola “fascismo””.</p>
<p>Benedetti offre una soluzione e consiglia a Maccari, non più quindi il “Tarpone” (maniera toscana per indicare topo, grosso, aggressivo e nero come uno squadrista), di limitarsi “alla cronaca di fatti lontani, discorsi su idee non contingenti ma eterne. (…) Occorre rifugiarsi (..) nella cultura e vedere con occhio nuovo molte cose che già invece paiono pacifiche”. Il Selvaggio, la rivista di Maccari, aveva già cambiato rotta: da giornale fascista, anti borghese e rivoluzionario punta sul terreno culturale. “Addio al passato” è l’articolo che inaugura questa nuova stagione di arte, satira politica e letteratura, sempre seguendo la tradizione paesana e beffarda, in realtà colta.  Nel ’34, seguendo l’appunto di Benedetti, Maccari accentua questo indirizzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LEGENDA ABBREVIAZIONI:</p>
<ul>
<li>L.T.S. lettera dattiloscritta firmata</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lettera da Giuseppe Raimondi a Mino Maccari</title>
		<link>https://www.mizarart.com/prodotto/lettera-giuseppe-raimondi-mino-maccari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin Mizar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2017 19:17:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Bella lettera del 1934 indirizzata al Maestro Mino Maccari.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Lettera da Giuseppe Raimondi a Mino Maccari</h3>
<p><em>Lettera Raimondi &#8211; Maccari: </em>Lettera del 1948 scritta da<strong> Giuseppe Raimondi</strong> all&#8217;artista <strong>Mino Maccari.</strong></p>
<p>L.A.S. indirizzata a Mino Maccari. Con busta intestata “Ditta Torquato Raimondi, Bologna”, della ditta di famiglia.</p>
<p>Datata: 15 giugno 1948. Perfetto stato.</p>
<p>Misure: 15 x 10 cm</p>
<p>Richiesta di incontro e commissione del suo ritratto ad opera di Mino Maccari.</p>
<p>Figlio di artigiani, Giuseppe Raimondi fu sempre attento alle vicende politiche e sociali del suo tempo. Nel 1918 fondò una rivista letteraria, “La Raccolta”, che anticipò alcuni aspetti della “Ronda”, di cui fu il più giovane collaboratore. Contento che il premio della Biennale sia stato assegnato a Maccari, avrebbe desiderato che gli dipingesse un ritratto, oltre a volerlo incontrare tra Roma, Firenze e Bologna. Raimondi, sempre circondato da artisti, diventerà anche un fine critico d’arte, comprendendo a pieno le opere di De Pisis e Morandi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LEGENDA ABBREVIAZIONI:</p>
<ul>
<li>L.A.S lettera autografa firmata</li>
</ul>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lettera a Mino Maccari scritta da Libero De Libero</title>
		<link>https://www.mizarart.com/prodotto/lettera-a-mino-maccari-scritta-da-libero-de-libero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin Mizar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2017 19:16:39 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.mizarart.com/?post_type=product&#038;p=3713</guid>

					<description><![CDATA[<p>Interessante documento testimonianza della corrispondenza tra Mino Macccari e il poeta Libero De Libero.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Lettera a Mino Maccari scritta da Libero De Libero</h3>
<p><em>Lettera De Libero-Maccari:</em> bel documento testimonianza della corrispondenza tra <strong>Mino Macccari</strong> e il poeta <strong>Libero De Libero</strong>.</p>
<p>L.A.S. s. l. n. d.  indirizzata a Mino Maccari.</p>
<p>Misure: 11.5 x 14.5 cm</p>
<p>Perfetto stato.</p>
<p>“Sono stato il solito ragazzo nutrito con schiaffi, fette di pane e libri d&#8217;ogni specie che, un giorno, scrive una poesia e se ne vergogna più che d&#8217;un grosso peccato, poi da giovane ci riprova e se ne vergogna di meno, ma da uomo ha continuato senza tanti scrupoli&#8221;. Così racconta di sé stesso De Libero.</p>
<p>Lascia Fondi nel 1927 per trasferirsi a Roma e portare a termine i suoi studi in giurisprudenza. Nel cortile della Sapienza conosce Luigi Diemoz, e insieme a lui, all&#8217;inizio del 1928, diede vita ad un quindicinale letterario di orientamento filo-novecentista, L&#8217;Interplanetario. Ne uscirono solo otto numeri, ma di qualità e con firme promettenti come Alvaro, Bontempelli, Moravia (che vi pubblicò un capitolo poi soppresso degli Indifferenti), M. Gallian e Sinisgalli.  Dall’inizio degli anni Trenta collabora a &#8220;Belvedere&#8221; e a &#8220;L&#8217;Italia Letteraria&#8221; come critico d’arte.</p>
<p>Muove i suoi primi passi da poeta all’interno del nascente clima dell’ermetismo. Difatti, la prima raccolta, Solstizio, è pubblicata da Ungaretti sulle pagine di &#8220;Novissima&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LEGENDA ABBREVIAZIONI:</p>
<ul>
<li>L.A.S. s.l.n.d. lettera autografa firmata senza luogo nè data</li>
</ul>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lettera da Marcello Mascherini a Nesto Jacometti</title>
		<link>https://www.mizarart.com/prodotto/letter-marcello-macherini-nesto-jacometti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin Mizar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2017 19:15:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Interessante lettera scritta dallo scultore Mascherini per il collezionista Jacometti.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Lettera da Marcello Mascherini a Nesto Jacometti</h3>
<p><em>Lettera Mascherini &#8211; Jacometti: </em> lettera scritta dallo scultore Mascherini per il collezionista Jacometti.</p>
<p>L.T.S indirizzata al collezionista Nesto Jacometti, su carta intestata “ Marcello Mascherini – Scultore – Trieste – Via Fabio Severo 20”.</p>
<p>La lettera è datata Trieste, 2 maggio 1956.</p>
<p>Misure: 21 x 29 cm. d</p>
<p>Due fori al lato destro. Perfetto stato.</p>
<p>Marcello Mascherini scrive in risposta ad una lettera del 29 aprile di Nesto Jacometti, e gli dice che la Galleria Giotto è oramai chiusa, l’amico Pesoli è a Roma, e che provvederà in qualche modo a restituirgli la somma forse di una vendita. Spera di vederlo alla Biennale.</p>
<p><strong>Marcello Mascherini</strong> ha successo nel 1936 quando le sue opere verranno esposte a Vienna, Budapest, Berna, Lienz, Sydney, Parigi, New York e San Francisco, ma la sua attività culmina quando riceve il premio unico dell&#8217;Accademia d&#8217;Italia per la Scultura da parte di Mussolini (1940). Va ricordata anche la sua carriera da scenografo, iniziata nel 1948 e intensificata dopo un soggiorno a Parigi nel 1951 dove conobbe Boris Vian e Jean-Louis Barrault, e per l’attività di decoratore di navi iniziata con i  due profili in bronzo del Duce e del Re realizzati per la motonave «Victoria I» nel 1930, con cui avvia una redditizia attività.</p>
<p>A consacrarlo nell’Olimpo degli scultori italiani furono tutti i successi  dagli anni trenta in poi, culminati in tantissimi premi, inviti e successi internazionali: dall’Esposizione d’arte italiana a Budapest nel 1936 all’incarico per la realizzazione di una delle statue del fastigio del padiglione Italia all’Esposizione universale di Parigi (premiata con la medaglia d’oro) nel 1937, al premio, sempre nel 1937, dell’Esposizione d’arte italiana a Parigi, la nomina nel 1948 ad accademico di S. Luca, nonché la partecipazione nel 1949 alla mostra d’arte italiana del XX secolo al Museum of modern art di New York.</p>
<p>È indubbio che il M. godesse dell’appoggio dell’establishment politico italiano, che lo favorì molto. Nel 1952 divenne anche membro del consiglio della Biennale; nel 1954 ebbe nuovamente una sezione personale. In questo stesso anno vinse anche il secondo premio per la scultura alla Biennale di San Paolo del Brasile. Tornò a Venezia per l’edizione del 1956, Biennale in cui spera di incontrare il suo amico e collezinista Jacometti.</p>
<p>Fu in questo periodo che terminò il Monumento ai caduti per la città di Trieste e a Roma conobbe lo scultore statunitense A. Calder.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LEGENDA ABBREVIAZIONI:</p>
<ul>
<li>L.T.S. lettera dattiloscritta firmata</li>
</ul>
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		<title>Lettera Palma Bucarelli</title>
		<link>https://www.mizarart.com/prodotto/lettera-palma-bulcarelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin Mizar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2017 19:06:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Interessante documento scritto da Palma Bucarelli, direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Lettera Palma Bucarelli</h3>
<p><em>Lettera Bucarelli: </em>interessante documento scritto da Palma Bucarelli, direttrice della Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Roma.</p>
<p>Documento della Soprintendenza alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, indirizzato al Direttore dell’Istituto Solidarietà Artistica di Roma, per richiedere il catalogo della quarta panoramica I.S.A. di pittura romana, diretta dal pittore Alberto Melli.</p>
<p>La lettera è datata Roma, 29 aprile 1954.</p>
<p>Una pagina su carta, misure 20 x 29 cm,intestata della Soprintendenza alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, con timbro recante data della richiesta e firma di Palma Bucarelli.</p>
<p>Perfetto Stato.</p>
<p>Il nome di <strong>Palma Bucarelli</strong> è inscindibilmente legato alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Roma, del quale fu storica direttrice e sovrintendente dal 1942 al 1975. Fu una strenua promotrice dell&#8217;astrattismo e dell&#8217;informale e con questo indirizzo diresse il museo. Fu allieva di Adolfo Venturi e di Pietro Toesca e  compagna di studi Giulio Carlo Argan, con il quale superò nel 1933 il concorso indetto dal Ministero dell’educazione nazionale per ispettore alle Antichità e alle Belle Arti. Entrò dunque nell&#8217;amministrazione dello Stato a soli 23 anni e fu assegnata alla Galleria Borghese. Dopo un breve trasferimento a Napoli, dove frequentò il salotto di Benedetto Croce, grazie all&#8217;interessamento di Paolo Monelli (suo futuro compagno) che intercedette in suo favore presso Giuseppe Bottai, ministro dell&#8217;Educazione Nazionale, nel 1937 tornò nella capitale.</p>
<p>Nel luglio del 1941 assunse la direzione della Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna, in cui portò aria nuova. Nel corso della guerra il suo ruolo fu fondamentale nel salvataggio delle opere d&#8217;arte, (dividendole tra i nascondigli di Castel Sant&#8217;Angelo di Roma e il Palazzo Farnese di Caprarola) e dopo la guerra è stata protagonista di una rivoluzione culturale che ha consentito all&#8217;Italia di accostarsi ad una ricerca artistica d&#8217;avanguardia. Con l&#8217;acquisizione del grande “Sacco” di Burri, esplose clamorosamente la polemica tra astrattismo e il più consolidato realismo e nel ’59, quando organizzò una sua mostra personale, provocò un&#8217;interrogazione parlamentare, essendo ritenuto l’artista troppo estraneo all&#8217;arte tradizionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lettera di Arrigo Benedetti a Mino Maccari</title>
		<link>https://www.mizarart.com/prodotto/lettera-arrigo-benedetti-mino-maccari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin Mizar]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2017 13:10:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Bella lettera del 1934 testimonianza del carteggio tra Mino Maccari e Arrigo Benedetti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Lettera di Arrigo Benedetti a Mino Maccari</h3>
<p><em>Lettera Benedetti- Maccari</em>: bella lettera testimonianza del carteggio tra il pittore <strong>Mino Maccari</strong> e il giornalista e scrittore <strong>Arrigo Benedetti.</strong></p>
<p>L.T.S. indirizzata a Mino Maccari. Fagnano, 18 novembre 1934. 1p. fronte-retro con correzioni e sottolineature, su carta intestata (nel retro) Gino Benedetti, Casella Postale 2, Lucca.</p>
<p>“Il barboso dibattito”.</p>
<p>Interessante lettera di dibattito letterario: come affrontare le cronache? Come trovare il proprio stile? Come salvarsi dalla retorica?</p>
<p>Quando nel 1932 Maccari trasferisce la sede del “Selvaggio” a Roma, frequentando il Caffè Aragno, stringe amicizia con molti uomini di cultura che diventeranno suoi collaboratori: C. Brandi, B. Barilli, T. Scialoja, R. Guttuso, A. Trombadori. S. Volta, C. Mollino, G. Vicentini, V. Cardarelli e A. Benedetti.</p>
<p>Quest’ultimo, affascinato dallo stile maccariano, riconoscibile nonostante gli pseudonimi, sta cercando il suo stile senza tralasciare le direttive del “Mino vagante”.</p>
<p>“Ai tuoi collaboratori non hai mai imposto uno colore che non sia il tono di una tradizione italiana, il quale ognuno pur con diversità di temperamento, può sentire (…)”. “I mezzi per salvarsi dalla retorica ognuno è necessario se li trovi per conto proprio”.</p>
<p>Benedetti si definisce in letteratura un “inguaribile liberale”, e confessa di aver strappato 150 pagine manoscritte del suo nuovo romanzo perché “s’incaponisce” a voler saltare gli ostacoli di un soffio”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LEGENDA ABBREVIAZIONI:</p>
<ul>
<li>L.T.S. lettera dattiloscritta firmata</li>
</ul>
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