Paola Romano, Relativity

 3.600,00

Disponibile

Bella opera dell’artista firmata sul retro.

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Paola Romano Relativity – Pittura

 

2017

Acrilico

Misure: 80 x 100 cm

Opera firmata e datata sul retro.

Paola Romano nasce a Monterotondo (Roma) nel 1951. Studia al RUFA (Rome University of Fine Arts) e si forma nell’ambiente artistico romano; successivamente apre uno studio d’arte nel suggestivo borgo antico di Roma, dove attualmente lavora e risiede. Alla prima esposizione personale del 2005 alla Galleria dei Leoni in Via Margutta, seguirono importanti mostre in Italia e all’estero. É infatti a partire dagli inizi degli anni 2000 che inizia un percorso attivo nella creazione di opere d’arte di tipo materico. La materia, con tutte le sue possibilità di manipolazione e le sue forme accattivanti, diventerà la protagonista principale delle serie successive. Tra le sue serie più importanti troviamo “Lune” che nel 2012 ha dominato il cielo di Roma, la serie “planimetrie”, le “plastiche”, la serie “zoom”, la suggestiva serie di opere realizzata in affresco, le apprezzatissime sculture in bronzo e la serie “monocromi”. L’impatto estetico delle opere di Paola Romano è forte e accattivante ed è stato notato da alcuni importanti registi e scenografi italiani: nel 2005 Pupi Avati commissiona all’artista tre opere per il film “La cena per farli conoscere” e nel 2014 un’opera della serie “Monocromi” appare nel film “Sotto una buona stella” di Carlo Verdone. Nel 2012 una delle sue “Lune” appare in una scenografia dello spettacolo teatrale “Penso che un giorno così…” di Gianni Nazzaro. La serie ha avuto grande successo e ha affascinato anche il Gruppo Zarineh Tappeti che decide di mettere in produzione dei preziosi tessuti che riproducono una selezione di opere d’arte dell’artista, esposti per la prima volta al pubblico nella mostra “Farshe-Mah” (Tappeti di Luna) nel 2015 presso il Centro Congressi di Roma Eventi. Fra le sue esposizioni principali ricordiamo: la mostra presso il “Cultural Center” di Hong Kong, la mostra presso la Pontificia Università Urbaniana in Vaticano, le esposizioni personali AD-“Visioni”, “Dal Cosmo al Caos” e “Esperienze Estetiche” e la collettiva “La Navività” a Roma (fra il 2005 e il 2007), la mostra itinerante “Quarta Fase. Emozioni plastiche” e “Le Forme dell’arcaismo” (2008), la collettiva “Domina” a Catania, la personale “Plenilunio Fantastico” e “Nove Lune Novilunio” (fra il 2009 e il 2010). Nel 2011 partecipa alla 54a Biennale d’Arte di Venezia nel Padiglione Italia all’Arsenale di Venezia dove espone un’importante installazione tridimensionale. Dello stesso anno ricordiamo la mostra “Il Mare della tranquillità” al Museo del Mare di Genova e la mostra al Lab for Art a Milano. Al 2012 risalgono la mostra “Equilibri astrali” nel complesso di Sant’Andrea al Quirinale a Roma e la personale “Paola Romano tra sogno e realtà” a Nova Milanese. L’anno successivo espone presso la nuova sede della Philobiblon Gallery di Roma con la personale “Io, Paola Romano”; seguono, nel 2014, la doppia personale “Similitudine e Contrasto” nel Complesso del Vittoriano di Roma e “Sconfinamenti” all’Accademia di Romania a Roma. Fra le ultime esposizioni ricordiamo “Silenti Riflessi” nello Stadio di Domiziano a Roma, l’esposizione tenutasi al MACRO di Roma e a Broadway, New York, nel 2018.  É inoltre possibile ammirare le opere della Romano in esposizioni permanenti presso la Fondazione Magna Carta a Roma e presso le Sale Urbaniane in Città del Vaticano. Tra i riconoscimenti ottenuti ricordiamo nel 2007 il “Premio Internazionale Arcaista”, “Approdi d’Autore” e il “Premio Roma” del 2009.

 

Nel suo lavoro artistico, Paola Romano predilige la materia manipolandola e indagando le possibilità delle sue forme. L’artista esercita il suo potere creativo attraverso la rielaborazione plastica degli oggetti per dare vita a forme nuove e inaspettate. Le sue opere sono caratterizzate da grande dinamismo e gestualità e risentono della corrente Informale italiana inaugurata da Emilio Vedova e da Alberto Burri. Con queste parole vengono definite le serie: “Per l’artista dipingere significa entrare nella materia e nel colore esplorandone tutte le possibilità e dando vita al suo obiettivo dichiarato: il movimento”. Lo studio della tecnica, la ricerca e la sperimentazione si integrano con la sua identità personale. Gianluca Ranzi sostiene che “i lavori di Paola Romano respirano come un organismo vivente sulla cui pelle sta scritta la propria memoria genetica e su cui poggia la determinazione del suo futuro”. Le superfici delle opere, infatti, vengono plasmate e creano volumi morbidi e inaspettati oppure si prestano a essere il supporto per segni ripetitivi e codici che compongono dei pattern sempre nuovi.

Peso 0,5 kg
Dimensioni 100 × 0,3 × 80 cm